Passa ai contenuti principali

Terzo Assioma

Il terzo Assioma in analogia con il precedente, presenta altri due operatori: sottrazione e divisione.

Se a cose uguali si tolgono cose uguali, allora si ottengono cose uguali.

Il terzo Assioma è in analogia con il secondo, perciò in coerenza con la costruzione. La sola differenza è il verbo “tolgono”. Un verbo contrario al precedente “aggiungono”. Potrebbe sembrare banale il senso di inversione verbale. In realtà, si introduce un nuovo e importante concetto che si concretizza nel procedimento per inverso rispetto a quello spiegato prima. Cioè, tutto ciò che vale per accrescere la linea è in regola anche con il contrario.

Sottrazione e divisione

terzo assiomaPer tornare al tema, fermo il concetto di progressione di cose uguali e doppio. Ora per fare un esempio, tolgo una posizione a x3. Cioè:

x2= x3 – x1 = (1+1+1+1) – (1 + 1) =  (1 + 1) = 2.

Ciò fatto è chiaro che, il terzo Assioma, completa gli operatori logici. Cosicché, dalla sottrazione giungerò a conoscere la divisione.

Ad ogni modo, anche se incomincio a fare dei calcoli, non conosco ancora i numeri e non riesco a distinguere le parti. Ho solo la grandezza, quindi posso diminuire la linea di tante volte affinché, per comparazione,  x = 0. Voglio dire che, per adesso, la comparazione è il primitivo  strumento che può farmi vedere la misura di una cosa rispetto a un’altra, e mi aiuta a capire a che punto sono. In pratica, non sono ancora in grado di stabilire quante lunghezze ci sono sulla linea. Posso solo  confrontarla con un’altra.

Posizione e Assiomi

E per capire che sono ancora fermo allo strumento comparativo basta guardare i punti sulla retta (1 + 1 + 1 + 1). Dunque si capisce che ciò non è ancora sufficiente per indicare una posizione. In quanto, le unità sono tutte uguali tra di loro.

A questo punto, è chiaro che occorre trovare un sistema di calcolo, che produca un codice, che indichi una posizione unica.

La progressione geometrica degli Assiomi

Di certo si è già compreso che la progressione geometrica mi porterà a un algoritmo che genera i numeri naturali. Con gli Assiomi, dunque, si esce da una aritmetica primitiva per entrare in una dimensione più evoluta che si basa su un strumento matematico più complesso e articolato. Dove si tiene conto di: origine, posizione, quantità, fine e infinito.

Codici binari

I codici binari sono ampiamente conosciuti. Perciò, a priori, espongo solo un prospetto.

terzo Assioma

Assiomi e progressione di cose uguali.

E mi soffermo, solo sulle unità binarie Un . Per ciò, dalla tabella, estraggo le prime quattro.

terzo Assioma

Assiomi e unità binarie.

L’unità binaria è un insieme, di cose uguali, già concluso. E segue la crescita della progressione geometrica quindi è un elemento unico che può ripetersi solo nella rispettiva colonna (insieme).

Con il secondo Assioma è stato inserito il concetto di inizio (y = 0) per la progressione.  Perciò, lo zero è il solo elemento che determina un inizio di tutte le unità binaria. E considerato che non è un elemento vuoto, ogni zero determina una posizione.

Ciò detto, minimizzo tutto alla prima colonna e all’unità binaria più semplice (0,1). So già che, ogni unità può ripetersi solo nella propria colonna (a = b). Con gli Assiomi dunque, per quanto semplici,  posso iniziare a sviluppare calcoli più evoluti. In merito, so già che ogni accrescimento è comandato dalla costante due (q = 2).

I primi calcoli

Dunque se voglio sapere di quante m righe si compone l’unità binaria della terza colonna. Allora imposto n = 3. E poiché la cardinalità di Un è pari a quella delle m righe; allora con a1 = 1:

U= (((a1 x 2) x 2) x 2) = 8.

Che equivale a elevare due alla terza. Cioè:

= U= 2 x 2 x 2 = 2= 8.

Che si semplifica:

U= 23.

Cosicché, mi accorgo che l’esponente corrisponde con la posizione della colonna. Perciò, posso generalizzare. Vale a dire:

U= 2n.

Di conseguenza, visto che la posizione n, di ogni colonna, corrisponde con l’esponente di una potenza con base q = 2, Allora è vero l’inverso. Cioè, l’esponente n corrisponde alla posizione.

2= Un.

E fino ad ora, con l’interpretazione dei primi Assiomi, si è progredito fino a sviluppare delle potenze. E con esse la prima superficie quadrata.

Termini Primitivi

1. Un punto è ciò che non ha parti.
2. Una linea è una lunghezza senza larghezza.
3. Gli estremi di una linea sono punti.
4. Una retta è una linea che giace ugualmente rispetto ai punti su di essa.
5. Una superficie è ciò che ha lunghezza e larghezza.
6. Gli estremi di una superficie sono linee.
7. Una superficie piana è quella che giace ugualmente rispetto alle rette su di essa.

Assiomi

1. Cose uguali a un’altra sono uguali tra loro.
2. Se a cose uguali si aggiungono cose uguali, allora si ottengono cose uguali.
3. Se a cose uguali si tolgono cose uguali, allora si ottengono cose uguali.
4. Cose che possono essere portate a sovrapporsi l’una con l’altra sono uguali tra loro.
5Il tutto è maggiore della parte.


 perimetro quadrato

Matematica controcorrente Web

WordPress



Commenti

Post popolari in questo blog

Ipotenusa e Teorema di Pitagora

Ipotenusa di Pitagora Non ho dubbi nel dire che ipotenusa e teorema di Pitagora, sono una fantastica scoperta matematica. Pitagora, per giungere al teorema, osservò i triangoli. Ed è arcinoto che la somma dei quadrati costruiti sui cateti  A e B corrisponde con quello dell’ipotenusa C. Cioè A² + B² = C² tale che la radice quadrata di C²  è uguale all’ipotenusa. Riassunta la storia di circa ventisei secoli sulla scoperta di Pitagora (e considerato che, per i numeri, il tempo è uguale a zero), ora vado avanti  e riprendendo il concetto iniziato da  Pitagora .  A tal fine, per progredire la visione del teorema, mi rivolgerò al quadrato. Poiché ha sempre un angolo retto, che includere tutte le ipotenuse, fino a giungere al concetto di rotazione. Un sistema innovativo e molto intrigante. Con la  ripartizione del quadrato   ho diviso la superficie in trecentoventiquattro particelle, quattro quadranti e otto settori. Per dire che userò questi elementi per far...
  Formula di Eulero 4 Dicembre 2024   /  Luigi Frudà   /  0 commenti Formula di  Eulero La formula di Eulero è molto importante e trova applicazione in diverse discipline. Tuttavia, dal punto di vista aritmetico, non ci sono molte altre informazioni oltre alla formula e alla sua applicazione pratica. e = 1 + (1 / n) n . in questo contesto, per esaminare la natura della formula di Eulero ( e = 2,71828182… ), parto dal presupposto che ogni numero possiede un quadrato e una propria radice. In definitiva, il  numero di Eulero  è il risultato di una potenza, quindi, può essere trattato sia come un’entità quadratica che lineare (oltre che cubica). Pertanto, per calcolare la radice quadrata procedo con lo stesso metodo utilizzato da  Ippaso di Metaponto  per estrare la diagonale dell’unità. Questo perché, l’aspetto più intrigante è osservare la formazione dei decimali e indagare eventuali corrispondenze (o differenze) con la  costante K ...

Terzo Termine Primitivo

Il terzo Termine Primitivo , non inserisce altri enti ma definisce i precedenti asserti. Cioè: Gli estremi di una linea sono punti. Lunghezze infinite Come già detto, l’ Autore, dopo aver introdotto il singolo punto e la proliferazione con il primo Termine Primitivo. Ha poi continuato la spiegazione, sui punti, con il  secondo concetto primitivo ,  E ha detto di togliere la larghezza dalla lunghezza. Cioè un estremo della lunghezza. Così che, alla fine, è rimasta una lunghezza infinita. Per esempio, nella figura, ho descritto due lunghezze infinite (poi numero). Adesso, per ristabilire una parte intera, non ha bisogno di dire altro. Sa già che per essere arrivato a questo punto ho dovuto incontrare il primo intero. E ha detto di lasciarlo “senza larghezza” (1 – 0, …1 = 0,9…9). Ed è quello che ho fatto nel secondo Termine Primitivo. Il terzo Termine dunque è l’identificazione di una parte di infinito. E, per completarlo, non deve fare altro che aggiunge ciò che aveva tolto. li...