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Il quarto Assioma definisce i criteri della sovrapposizione.
A ragion del vero, ho già applicato il quarto Assioma con il secondo Termine Primitivo. E poi con i successivi. Per dire che gli Assiomi sono una costruzione che si integra in diverse discipline. E non hanno limiti di dimensioni.
In sintesi, con il secondo Termine Primitivo, è stato chiamato in causa per togliere la larghezza dalla lunghezza. E poi, con il quinto Termine è stata data una visione geometrica di cose uguali tra loro. In quel caso, è stato portato in sovrapposizione un estremo sopra l’altro. E ciò è stato possibile in quanto i punti sono adimensionali quindi tutti uguali tra loro. E il risultato è stato un elemento monodimensionale e palindromo.
Le coppie opposte generano confusione mentale. Dire primo o ultimo, per la nostra logica, sono cose separate che percepiamo “lontane” tra loro. E se insisto a dire che sono uguali allora li sento come un paradosso. In vero però, il quarto Assioma, chiarisce che:
Cose che possono essere portate a sovrapporsi l’una con l’altra sono uguali tra loro.
Il quarto Assioma visto dal Tartaglia
Nicolò Tartaglia fa un esempio e si preoccupa di sovrapporre un triangolo equilatero a un altro. Tale che, sia gli angoli che i lati, devono essere del tutto uguali. E poi, deduce che le due cose sono uguali tra loro. In altre parole, configura una simmetria geometrica che risponde a una equazione del tipo a = a.
Ciò scritto, in più dico che il quarto Assioma non si limita al solo caso di figure. Ma si riferisce a “Cose che possono essere portate a sovrapporsi…” Per questo, è bene, considerare il verbo “… portate…”. In questo caso, il senso di portare, è inteso come mettere in posizione sovrapposta cose uguali tra loro. E per rimanere in tema con il Tartaglia, per esempio, posso portare un singolo lato in sovrapposizione con una uguale linea. Intendo dire che il lato a, c, del primo triangolo è uguale al lato d, e, del secondo. Dunque sono sovrapponibili tra loro. Per questo, lo faccio. Ciò fatto, è chiaro che ora posso crescere in infinito. Cioè, a = b.
La retta e i punti su di essa
Ora, voglio riferire il quarto Assioma anche ai punti estremi di una linea.
E per essere più chiaro faccio il caso di tre unità, uguali tra loro, con gli estremi indicati dalle lettere: (a, b); (c, d); (e, f).
Ciò fatto, metto il punto estremo c in sovrapposizione con b. Tali che, c e b sono il punto centrale della linea (a, d). In tal modo è più facile capire che il punto centrale (c, b) è unico rispetto a quelli a, d. Per meglio dire, l’estremo c occupa l’uguale posizione di b. Sì, capisce quindi che c e b sono uguali tra loro, in tutto e per tutto. E, per contrasto, la retta (a, d) non ha preso alcun punto. Intendo dire che in termini di grandezza è sempre uguale a come era prima della sovrapposizione. Tanto che se scompongo (a, d) avrò, di nuovo, per intero sia (a, b) sia (c, d). O, se preferisci, si può dire che (c, d) più (e, f) sono uguali a (a, d). Anche se, due estremi diventano uno. Sono adimensionali e non occupano spazio e tempo.
Punti estremi
È chiaro dunque che tra i due punti non c’è differenza, ma soprattutto non c’è distanza. Dove finisce uno inizia l’altro. In più, se decido di sovrapporre il punto e all’estremo d anche il punto (d, e) è centrale ai punti (c, f), ossia d è uguale a e. Per il fatto che, come prima, sono sovrapposti sul medesimo posto.
Con la sovrapposizione, ora, è più evidente la distanza che intercorre tra il primo estremo a e il finale f. Voglio dire che se fosse solo per la distanza percepita con la vista allora sosterei, con più forza, che i due estremi sono diversi tra loro. E questo è vero, ma solo per la posizione. In vero, però, quando deciderò di unire anche gli estremi (a, f) in un unico punto allora scoprirò che anche a è uguale con f. In altre parole, tutti gli estremi sono uguali tra loro.
Punti e grandezza
E poi, non poteva che essere così. Fin dal principio è stata messa la condizione che le cose sovrapposte devono essere uguali.
A questo punto, con riferimento al quarto Termine Primitivo, è bene dire che con la sovrapposizione del quarto Assioma sto costruendo pure i punti che giacciono sulla retta. E in proposito, so già che la retta è completa di lunghezza, E che entrambi sono definiti dagli estremi della linea. E per di più ho anche la grandezza. Per ciò, posso dire che ogni grandezza (o parte) è segnata da un punto sulla retta (a, f) . E in proposito ora, che ho letto i primi quattro Assiomi, posso dire che a ogni punto sulla retta corrisponde un numero.
Quarto Assioma e punti di vertice
E per tornare al triangolo, dico che la sovrapposizione degli estremi e, d ha restituito i vertici di un triangolo equilatero. Per dire che prima erano punti centrali mentre ora sono dei vertici. In buona sostanza non cambia niente solo la denominazione e la direzione. In quanto, anche il punto (a, f) è centrale alle unità (a, b) ed (e, f,). Ciò per dire che anche l’unità è palindroma.
Termini Primitivi
1. Un punto è ciò che non ha parti.
2. Una linea è una lunghezza senza larghezza.
3. Gli estremi di una linea sono punti.
4. Una retta è una linea che giace ugualmente rispetto ai punti su di essa.
5. Una superficie è ciò che ha lunghezza e larghezza.
6. Gli estremi di una superficie sono linee.
7. Una superficie piana è quella che giace ugualmente rispetto alle rette su di essa.
Assiomi
1. Cose uguali a un’altra sono uguali tra loro.
2. Se a cose uguali si aggiungono cose uguali, allora si ottengono cose uguali.
3. Se a cose uguali si tolgono cose uguali, allora si ottengono cose uguali.
4. Cose che possono essere portate a sovrapporsi l’una con l’altra sono uguali tra loro.
5. Il tutto è maggiore della parte.


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